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“Sei bisessuale o pansessuale?” — quante volte hai sentito questa domanda, magari con un tono leggermente confuso o, peggio, con la sottintesa convinzione che le due cose siano esattamente la stessa? Succede spesso, sia dentro che fuori dalla community LGBTQ+. E non è una questione di ignoranza malintenzionata: è che lo spettro delle identità sessuali è ricco, sfumato e in continua evoluzione, e le parole che usiamo per descriverlo meritano la stessa attenzione.
La verità è che bisessuale e pansessuale sono due identità distinte, con punti di contatto reali ma anche differenze significative. Non sono sinonimi intercambiabili, né una è “più inclusiva” o “migliore” dell’altra: ciascuna descrive un modo specifico di vivere l’attrazione, e la scelta di un’etichetta piuttosto che un’altra può essere profondamente personale.
In questo articolo esploriamo cosa significano davvero queste due identità, dove si sovrappongono, cosa le distingue, e soprattutto perché questa distinzione ha senso — anche se non è mai obbligatorio scegliere un’etichetta per esistere.
💭 Una riflessione personale
Quando ho cominciato a interrogarmi sulla mia sessualità, mi sono ritrovato·a di fronte a questa stessa confusione. “Pansessuale” mi sembrava la parola giusta perché il genere delle persone non è mai stato il fattore principale della mia attrazione — è la persona nella sua interezza che mi cattura. Eppure per anni ho usato “bisessuale” perché era la parola che tutti capivano subito. Capire la differenza tra le due mi ha aiutato non solo a essere più preciso·a con me stesso·a, ma anche a trovare parole più fedeli per spiegarmi agli altri. Nessuna delle due etichette è sbagliata: entrambe descrivono aspetti reali di come ci si può sentire.
Cosa significa essere bisessuale?

La bisessualità è l’attrazione romantica e/o sessuale verso persone di più generi — non necessariamente in modo uguale, non necessariamente contemporaneamente, e non necessariamente con la stessa intensità. La definizione classica e più diffusa parla di “attrazione verso il proprio genere e verso altri generi”, ma nella pratica il concetto è molto più ampio.
Un equivoco molto comune è che il prefisso bi- (due) significhi che le persone bisessuali riconoscano solo due generi o si limitino ad essere attratte da uomini e donne cisgender. Non è così. Secondo Medical News Today, la bisessualità descrive l’attrazione verso più generi, includendo persone non-binary, trans e di altre identità di genere. Il Bisexual Resource Center la definisce esplicitamente come “termine ombrello per persone che riconoscono il loro potenziale di attrazione emotiva e sessuale verso più di un genere”.
La bisessualità ha anche una storia importante: è una delle identità queer più antiche e radicate nella community. Tenersi a questo termine può essere un modo di onorare chi è venuto prima, di riconoscersi in una tradizione di attivismo e visibilità che affonda le radici nei movimenti LGBTQ+ degli anni Sessanta e Settanta. Non è un’identità di passaggio o una fase — secondo il sondaggio Gallup 2024, il 5,2% degli adulti statunitensi si identifica come bisessuale, rendendola l’identità LGBTQ+ numericamente più diffusa negli USA.
Cosa significa essere pansessuale?
La pansessualità è l’attrazione verso persone indipendentemente dal loro genere. Il prefisso greco pan significa “tutto”, e l’idea centrale è che il genere non sia un fattore determinante nell’attrazione — si è attratti dalla persona, non dal suo genere.
Questo non significa che una persona pansessuale sia attratta da tutti indiscriminatamente (proprio come una persona eterosessuale non è attratta da tutte le persone del genere opposto). Significa piuttosto che il genere non è una variabile che filtra o limita l’attrazione. Come spiega Wikipedia nel suo approfondimento sulla pansessualità, il termine è emerso come identità distinta negli anni Novanta, ma persone con questo tipo di attrazione erano già attive nella community bisessuale fin dagli anni Settanta.
Molte persone pansessuali descrivono la propria esperienza come una sorta di “cecità di genere” — non nel senso di ignorare il genere degli altri, ma nel senso che il genere semplicemente non cambia la natura dell’attrazione che provano. Spesso l’attrazione è legata alla personalità, all’energia, alla connessione emotiva o intellettuale con l’altra persona. Secondo i dati Ipsos 2023 condotti in 30 paesi, circa l’1% degli adulti a livello globale si identifica come pansessuale o omnisessuale — una percentuale che tra la Generazione Z è significativamente più alta.
Le differenze principali (e i punti in comune)

La differenza fondamentale sta nel ruolo che il genere gioca nell’attrazione: la bisessualità riconosce l’attrazione verso più generi specifici, la pansessualità afferma che il genere non è un fattore rilevante nell’attrazione. È una sfumatura, ma è significativa.
Un modo semplice per visualizzarlo: una persona bisessuale potrebbe dire “sono attratta da uomini, donne e persone non-binary”. Una persona pansessuale potrebbe dire “sono attratta dalle persone — il loro genere non entra in gioco”. Il risultato pratico può sembrare simile, ma la prospettiva interna è diversa.
I punti in comune sono altrettanto importanti:
Entrambe fanno parte del cosiddetto “umbrella bisessuale”, ovvero l’insieme delle identità plurisessuali (attratte da più di un genere). Molte persone si identificano con entrambi i termini contemporaneamente, o usano uno dei due in contesti diversi per maggiore chiarezza. Come sottolinea Minus18, un’organizzazione australiana di supporto ai giovani LGBTQ+, scegliere un’etichetta non rende quella dell’altro meno valida.
Entrambe sfidano il binario: né la bisessualità né la pansessualità presuppongono che esistano solo due generi. Il mito che la bisessualità escluda le persone non-binary è, appunto, un mito. La comunità bisessuale ha incluso e difeso le persone trans e non-binary fin dalle origini.
Entrambe sono valide, reali e non sono fasi. Il “bisexual erasure” (cancellazione dell’identità bisessuale) e la scarsa rappresentazione della pansessualità sono problemi reali che entrambe le community affrontano — spesso dall’esterno, ma talvolta anche all’interno dello stesso spazio LGBTQ+.
Miti da sfatare
Ci sono alcuni equivoci ricorrenti su queste due identità che vale la pena smontare una volta per tutte.
“La pansessualità ha sostituito la bisessualità” — no. Sono due identità che coesistono, e nessuna delle due è “più moderna” o “più corretta”. La bisessualità ha radici storiche profonde e una community attivista consolidata. Dire che la pansessualità l’ha resa obsoleta è un’affermazione priva di fondamento e spesso usata per invalidare entrambe.
“Chi è bisessuale è sempre attratto in modo uguale da tutti i generi” — falso. L’attrazione bisessuale può essere fluida, variare nel tempo e differire per tipo (romantica vs sessuale). Non c’è una formula fissa.
“I pansessuali non hanno preferenze” — sbagliato. Non avere il genere come filtro non significa essere attratti da chiunque indiscriminatamente. Le persone pansessuali hanno gusti, preferenze estetiche, affinità — semplicemente queste non sono strutturate attorno al genere dell’altra persona.
“Devi scegliere una e una sola etichetta” — per niente. Molte persone usano più termini per descriversi, o cambiano etichetta nel tempo man mano che la loro comprensione di sé si approfondisce. L’identità non è un modulo da compilare una volta sola.

Conclusione
Bisessuale e pansessuale non sono la stessa cosa, ma non sono nemmeno in competizione. La prima parla di attrazione verso più generi specifici; la seconda dice che il genere, nell’attrazione, semplicemente non conta. Entrambe fanno parte di uno spettro ricco e legittimo, e la scelta di un’etichetta — o la scelta di non usarne nessuna — appartiene a te e solo a te.
Ciò che davvero conta è trovare le parole che ti fanno sentire visto·a e autentico·a. Se “bisessuale” risuona con la tua storia, usalo con orgoglio. Se “pansessuale” descrive meglio come vivi l’attrazione, abbraccialo. E se stai ancora esplorando — benissimo: non c’è fretta, e non c’è una risposta giusta o sbagliata.
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✍️ A cura della Redazione GoGay
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